Rollo Tommasi

The guy who gets away with it

Archivio per vegan

Le Veg-ricette: patate fritte bbòne ©

Una delle cose che mi riesce meglio è iniziare un blog e poi farlo morire lentamente.

Oggi, però, ho scoperto che mi riescono bene anche certe fritture, dato che, col mio estro vegano, ho tirato fuori quelle che ho orgogliosamente denominato Patate Fritte Bbòne ©.

Sono semplici semplici e gustose gustose. Gli ingredienti:

  • un tot di patate;
  • olio per friggere, quello che preferite (io di solito uso girasole o mais);
  • farina bianca;
  • birra;
  • aglio secco macinato;
  • semi di sesamo;
  • peperoncino macinato;
  • sale.

Iniziate preparando la pastella: a occhio e croce sono 100 ml. di birra per due cuchiai colmi di farina. Setacciate la farina in una fondina, aggiungete mano mano la birra mescolando con una frusta e infine aggiungete aglio, peperoncino e sesamo a vostro gusto. Lasciate riposare e ogni tanto date una girata.

Pelate le patate e tagliatele a fettine di circa mezzo centimetro, nel senso della larghezza. Mettete a scaldare l’olio. Passatele nella pastella e tuffale nell’olio.

Girate per evitare che si attacchino l’una con l’altra e perfarle dorare bene. Quando sono pronte (io mi regolo “al tatto” della schiumarola), mettetele in un contenitore rivestito di carta assorbente da cucina.

Salate  e poi magnateve ‘ste Patate Fritte Bbòne ©.

Le Veg-ricette: indianata di fagioli con radicchio e un velo di Toscana.

Ovvero un nome scemo per un piatto rapido e gustoso.

Nécessaire:

  • Una scatola di fagioli cannellini (sarebbe meglio se fossero secchi, ammollati e lessati, ma poi la ricetta non è più rapida);
  • qualche foglia di radicchio (rosso, verde, variegato, fate voi. Se le foglie sono grandi, magari spezzatele);
  • circa due cucchiai d’olio d’oliva;
  • sale;
  • uno spicchio d’aglio medio;
  • paprika forte;
  • peperoncino in polvere;
  • curry;
  • cumino;
  • pepe nero;
  • una bio-piadina di farro veg (cioè senza strutti o lattosi/proteine del latte varî; si trova alla GS, credo).

Sciacquate per bene i fagioli. In un tegamino versate l’olio, lo spicchio d’aglio mondato, tagliato in due e privato dell’anima-germoglio e soffriggete per una decina di secondi. Versate i fagioli, salate (non troppo), spolverate di paprika e aggiungete peperoncino a vostro gusto, un pizzico di curry, una macinata di pepe e un pizzico di cumino. Aggiungete infine il radicchio e coprite con un coperchio, lasciando andare a fuoco medio sul fornello piccolo.

Nel frattempo, in una padella capiente messa su un fornello piccolo e al minimo, adagiate la piadina, riscaldandola circa 4/5 minuti per lato (attenzione a non farla seccare troppo, sennò si spezza).

Girate di tanto in tanto i fagioli: noterete che il radicchio appassirà e che si sarà formata una cremina di fagiuolo tra i fagioli ancora interi. Il tempo di scaldare la piadina, ed ecco che dovrebbero esser pronti.

In finale, versate la fagiolata al centro della piadina calda e richiudete quest’ultima a mo’ di taco o di rotolo. Indi, mangiate con mucho gusto.

Quando quattro parole…

…e un pugno di immagini la dicono lunga assai: da Un cane non abbaia a caso, post 1 e post 2.

Una risata e mezza.

Da La settimana enigmistica n° 4006 del 3 gennaio 2009:

settenig01

Sarebbe stato perfetto, tuttavia, subito al di sotto:

settenig02

Per approfondire, link uno e link due (scendere un po’ nella pagina). E magari compratevi pure La settimana enigmistica, ché ci ha molte vignette divertenti (per non parlare del Corvo Parlante…)

Anno nuovo vita nuova.

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Spesso, quando s’appropinqua l’anno venturo, si è banali e si fanno propositi per l’anno nuovo. Poi, quando l’anno arriva, altrettanto banalmente quei propositi o si disattendono o si dimenticano del tutto.

Fortunatamente, per quanto è riguardato il 2008 sono stato banale solo a metà, riuscendo a portare a compimento quanto mi ero proposto: eliminare del tutto il pesce (dopo aver già tolto di mezzo la carne) dalla mia dieta.

Quest’anno l’intenzione è quella di chiudere il cerchio dell’alimentazione, passando direttamente a una dieta vegana, senza, cioè, latte&uova e derivati.

Già da qualche tempo mi sono premurato di cercare soluzioni interessanti, di cui magari parlerò anche. Non so se riuscirò a mantenere questo impegno come vorrei, anche perché ancora ho da smaltire varie cibarie in casa che vegane non sono. Non mi importa, in effetti, raggiungere uno stato di “purezza alimentare”, tenendo presente anche il fatto che spesso le situazioni non me lo permetteranno (c’è un limite,in effetti, a quanto posso rompere le scatole a mio fratello se mi ospita a pranzo, per esempio).

Il mio dottore già so che non sarà d’accordo, ma almeno mi consolerò pensando a quelli della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. Inoltre ho in mano un’arma potente, che è il libro Essere vegetariani per negati, della dietologa statunitense Suzanne Havala, che già mi è stato molto utile.

Ometterò, a questo punto, qualunque stupido gioco di parole che termini con il nome “Suzanne Vegan”. Ah ah.

Mi mancherai, stracchino, mi mancherai gelato nel cono ai gusti di zuppa inglese e pistacchio, solo fragola e limone in coppetta senza panna. Yeah.

Probabilmente questo sarà anche l’anno del Dr.Taffi, ma è prematuro parlarne, nonostante io già profumi di Sangiovese e Bacche Blu e di Sangria e Dragoncello.

In conclusione, voi due o tre lettori, già sapete come sono adesso: ecco, spero proprio che quest’anno mi porti davvero una vita nuova, dalla circonferenza ridotta.

In aggiunta, una Perla dall’ultimo concerto che i Pearl Jam hanno fatto a Bologna, poco più di due anni fa: Do the evolution.

Io ero lì.

Tutti in fumo e niente arrosto.

Oggi pomeriggio apro l’homepage di corriere.it e mi trovo come articolo in super-evidenza

In Irlanda contaminata dalla diossina anche la carne dei bovini

Scendo più giù e mi fa l’occhiolino un altro titolo:



La Fao: il mondo ha sempre più fame
I senza cibo sono 963 milioni

Aspe’, aspè: non solo qui qualcosa non torna, ma la questione mi offre mooolti spunti di sproloquio brontoloso.

cow2

Ora, già il fatto che stupidi uomini che ancora non hanno capito che se nutri gli animali con schifezze, questi poi ti stanno male, non imparino, ma restino degli imbecilli totali, già questo fatto – dicevo – è ripugnante (per me che sono uomo anch’io). Il fatto che questo pensiero mi faccia scrivere usando un periodare altrettanto ripugnante, è cosa rimarchevole.

La cosa che più mi dà rabbia e dolore, però, non è tanto quella (oddìo, forse il periodare…). La cosa che mi fa star male è che verranno uccisi un sacco di maiali e un sacco di mucche (“100.000 capi”! “mandrie da abbattere”!” per un motivo ancora più sciocco che l’essere mangiati da esseri umani: moriranno ammazzati perché hanno mangiato mangimi alla diossina che gli allevatori stessi gli hanno dato! Saranno sprecati. Per parafrasare quel tale: “L’allevatore dà, l’allevatore toglie”. Concluderei io la battuta, ma sarei eccessivamente volgare e dissacratore…

Da un lato si indulge in pratiche così sapientemente descritte in canto e musica da un talentuoso artista un po’ terrone, dall’altro un miliardo di persone muore o quasi di fame.

Da un lato un’infinità di esseri senzienti vengono riprodotti e tenuti in condizioni orribili, uccisi perché resi velenosi e bruciati per essere smaltiti in quanto inutilizzabili, dall’altro, beh, ci avessero qualcosa di decente da smaltire…

Per essere sintetici: un chilo di carne corrisponde a quindici (circa) chili di cereali e 100.000 litri d’acqua.

Per dilungarsi un po’, invece, si può leggere qui.

Semplicemente, tutto ciò non è giusto. Dovremmo sentirci colpevoli per quella duplice ecatombe irlandese, e invece ci si raccomanda di evitare cotechini e zampone per Natale.

Ma andate a cagare.

Piccolo aggiornamento: domani, 11.XII.08, verranno uccise 1600 pecore pugliesi. Motivo: la solita contaminazione da diossina. Leggi qui.

mataderos.infowww.mataderos.info