Rollo Tommasi

The guy who gets away with it

Archivio per riflessioni

Mamasan.

Era l’autunno del 1989. Da qualche parte a Seattle tre ragazzotti intorno ai venticinque anni, Stone Gossard+Jeff Ament e Mike McCready, facevano girare un nastro intitolato Stone Gossard Demos. Qualche centinaio di chilometri più a sud, un altro ragazzotto si divideva tra musica, surf e un lavoro come benzinaio. Si chiamava Eddie Vedder, e ricevette da un certo Jack Irons una copia degli Stone Gossard Demos. Oppure fu presentato dallo stesso Irons ai tre ragazzotti di prima e furono questi a consegnare al benzsurfista la cassetta. Le versioni (almeno quelle di cui dispongo) su questo divergono.

Concordano, invece, sul fatto che quel nastro fu ascoltato e riascoltato nel corso di un turno di notte alla pompa di benzina. Le parole fluirono dalla testa e dal cuore di quel giovanotto di Chicago che amava le onde del mare, passarono per la sua mano e, dopo un bagno di energia a bordo di una tavola da surf, scivolarono su un’altra cassetta, insieme alle note di quei Demos, che un registratore a quattro piste sposò piuttosto bene.

Nacquero, in questo modo, Once, Alive e Footsteps. La cassetta – quella nuova – fu decorata, intitolata MAMASAN e rispedita a Seattle.

Di lì a poco furono il 1991, i Pearl Jam, e poi Ten.

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Era il 1997, o forse il 1998. Leggi il seguito di questo post »

L’effetto pitbull.

rottweiler

Quando capita che un cagnaccio aggredisca/uccida/sbrani un uomo/donna/vecchio/bambina subito partono i media, lancia in resta, con articoloni roboanti sull’accaduto, con la premura di specificare quanto del corpo sia stato sbranato, quante dita strappate, quanti tessuti lacerati.

Perlopiù i protagonisti sono i famigerati pitbull, che la gente in fondo manco sa che cosa siano di preciso. Spesso per pitbull si  intendono anche rottweiler, dogo, chihuahua (con l’unica differenza che quest’ultimo più che bucherellarti una mano non può fare).

È stato detto e ridetto che i cani pericolosi non esistono, e che è solo una questione di educazione e di padrone deficiente. È accaduto di recente che un dogo argentino svizzero sia stato soppresso perché aveva aggredito il suo padrone. Ciò che non era stato detto – e che io ho appreso grazie ad AgireOra – è questo: Leggi il seguito di questo post »

Un giorno di pioggia, un’antropologa…

A Roma, usciti dalla fermata di metro Barberini e imboccata Via del Tritone, si incontra un sottopassaggio pedonale che ospita una libreria. Questo insieme di scaffali pieni di libri di tutti i tipi si chiama Libreria Underground ed è, come da volantino, “l’unica libreria a prezzi di stock”. Se prendete in mano un volume e lo girate, oltre a impolverarvi le mani, troverete incollato un bollino che – a seconda del colore – significa: 1 euro (giallo), 3 euro (arancione) e 5 euro (verde). Come già si può capire dal post precedente, mi ci sono buttato con giuoia.

Il bottino, non male, è consistito in tre volumetti della Meltemi, collana Gli Argonauti. Tale collana è specializzata in Antropologia ed essendo io un mezzo antropologo malriuscito non potevo non fiondarmi su quei tre bollini arancioni.

Uno di questi è stato Trapianti sesso angosce di Laura Bonato, che dieci anni fa (la data di edizione del libro) era “ricercatrice di antropologia presso il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali dell’Università di Torino”. Adesso, francamente, non saprei.

Copertina di <i>Trapianti sesso angosce</i> di Laura Bonato

Copertina di Trapianti sesso angosce di Laura Bonato

Il sottotitolo del libro, come da copertina è Leggende metropolitane in Italia. Il tema, dunque, si intuisce facilmente: avete presente Leggi il seguito di questo post »

Tutti in fumo e niente arrosto.

Oggi pomeriggio apro l’homepage di corriere.it e mi trovo come articolo in super-evidenza

In Irlanda contaminata dalla diossina anche la carne dei bovini

Scendo più giù e mi fa l’occhiolino un altro titolo:



La Fao: il mondo ha sempre più fame
I senza cibo sono 963 milioni

Aspe’, aspè: non solo qui qualcosa non torna, ma la questione mi offre mooolti spunti di sproloquio brontoloso.

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Ora, già il fatto che stupidi uomini che ancora non hanno capito che se nutri gli animali con schifezze, questi poi ti stanno male, non imparino, ma restino degli imbecilli totali, già questo fatto – dicevo – è ripugnante (per me che sono uomo anch’io). Il fatto che questo pensiero mi faccia scrivere usando un periodare altrettanto ripugnante, è cosa rimarchevole.

La cosa che più mi dà rabbia e dolore, però, non è tanto quella (oddìo, forse il periodare…). La cosa che mi fa star male è che verranno uccisi un sacco di maiali e un sacco di mucche (“100.000 capi”! “mandrie da abbattere”!” per un motivo ancora più sciocco che l’essere mangiati da esseri umani: moriranno ammazzati perché hanno mangiato mangimi alla diossina che gli allevatori stessi gli hanno dato! Saranno sprecati. Per parafrasare quel tale: “L’allevatore dà, l’allevatore toglie”. Concluderei io la battuta, ma sarei eccessivamente volgare e dissacratore…

Da un lato si indulge in pratiche così sapientemente descritte in canto e musica da un talentuoso artista un po’ terrone, dall’altro un miliardo di persone muore o quasi di fame.

Da un lato un’infinità di esseri senzienti vengono riprodotti e tenuti in condizioni orribili, uccisi perché resi velenosi e bruciati per essere smaltiti in quanto inutilizzabili, dall’altro, beh, ci avessero qualcosa di decente da smaltire…

Per essere sintetici: un chilo di carne corrisponde a quindici (circa) chili di cereali e 100.000 litri d’acqua.

Per dilungarsi un po’, invece, si può leggere qui.

Semplicemente, tutto ciò non è giusto. Dovremmo sentirci colpevoli per quella duplice ecatombe irlandese, e invece ci si raccomanda di evitare cotechini e zampone per Natale.

Ma andate a cagare.

Piccolo aggiornamento: domani, 11.XII.08, verranno uccise 1600 pecore pugliesi. Motivo: la solita contaminazione da diossina. Leggi qui.

mataderos.infowww.mataderos.info

Geometrie…

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L’amica, quella del viola, dice di conoscere solo due persone che, dopo essere diventate vegetariane, sono ingrassate.

Io sono una di quelle.

Effettivamente, se sono così tondo ci dev’essere qualcosa che non quadra.