Rollo Tommasi

The guy who gets away with it

Archivio per gennaio, 2009

Quando quattro parole…

…e un pugno di immagini la dicono lunga assai: da Un cane non abbaia a caso, post 1 e post 2.

Una risata e mezza.

Da La settimana enigmistica n° 4006 del 3 gennaio 2009:

settenig01

Sarebbe stato perfetto, tuttavia, subito al di sotto:

settenig02

Per approfondire, link uno e link due (scendere un po’ nella pagina). E magari compratevi pure La settimana enigmistica, ché ci ha molte vignette divertenti (per non parlare del Corvo Parlante…)

Yoga e Bubu.

Yoga Flame!

Yoga Flame!

Sono alla seconda lezione di yoga e ho già imparato una cosa: pranzare con peperoni arrosto all’aglio non è molto funzionale alla posizione della seggiola.

P.S.: Se arriverò a fare come Willem Dafoe in The Reckoning mi sentirò un figo.

L’effetto pitbull.

rottweiler

Quando capita che un cagnaccio aggredisca/uccida/sbrani un uomo/donna/vecchio/bambina subito partono i media, lancia in resta, con articoloni roboanti sull’accaduto, con la premura di specificare quanto del corpo sia stato sbranato, quante dita strappate, quanti tessuti lacerati.

Perlopiù i protagonisti sono i famigerati pitbull, che la gente in fondo manco sa che cosa siano di preciso. Spesso per pitbull si  intendono anche rottweiler, dogo, chihuahua (con l’unica differenza che quest’ultimo più che bucherellarti una mano non può fare).

È stato detto e ridetto che i cani pericolosi non esistono, e che è solo una questione di educazione e di padrone deficiente. È accaduto di recente che un dogo argentino svizzero sia stato soppresso perché aveva aggredito il suo padrone. Ciò che non era stato detto – e che io ho appreso grazie ad AgireOra – è questo: Leggi il seguito di questo post »

Anno nuovo vita nuova.

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Spesso, quando s’appropinqua l’anno venturo, si è banali e si fanno propositi per l’anno nuovo. Poi, quando l’anno arriva, altrettanto banalmente quei propositi o si disattendono o si dimenticano del tutto.

Fortunatamente, per quanto è riguardato il 2008 sono stato banale solo a metà, riuscendo a portare a compimento quanto mi ero proposto: eliminare del tutto il pesce (dopo aver già tolto di mezzo la carne) dalla mia dieta.

Quest’anno l’intenzione è quella di chiudere il cerchio dell’alimentazione, passando direttamente a una dieta vegana, senza, cioè, latte&uova e derivati.

Già da qualche tempo mi sono premurato di cercare soluzioni interessanti, di cui magari parlerò anche. Non so se riuscirò a mantenere questo impegno come vorrei, anche perché ancora ho da smaltire varie cibarie in casa che vegane non sono. Non mi importa, in effetti, raggiungere uno stato di “purezza alimentare”, tenendo presente anche il fatto che spesso le situazioni non me lo permetteranno (c’è un limite,in effetti, a quanto posso rompere le scatole a mio fratello se mi ospita a pranzo, per esempio).

Il mio dottore già so che non sarà d’accordo, ma almeno mi consolerò pensando a quelli della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. Inoltre ho in mano un’arma potente, che è il libro Essere vegetariani per negati, della dietologa statunitense Suzanne Havala, che già mi è stato molto utile.

Ometterò, a questo punto, qualunque stupido gioco di parole che termini con il nome “Suzanne Vegan”. Ah ah.

Mi mancherai, stracchino, mi mancherai gelato nel cono ai gusti di zuppa inglese e pistacchio, solo fragola e limone in coppetta senza panna. Yeah.

Probabilmente questo sarà anche l’anno del Dr.Taffi, ma è prematuro parlarne, nonostante io già profumi di Sangiovese e Bacche Blu e di Sangria e Dragoncello.

In conclusione, voi due o tre lettori, già sapete come sono adesso: ecco, spero proprio che quest’anno mi porti davvero una vita nuova, dalla circonferenza ridotta.

In aggiunta, una Perla dall’ultimo concerto che i Pearl Jam hanno fatto a Bologna, poco più di due anni fa: Do the evolution.

Io ero lì.