Rollo Tommasi

The guy who gets away with it

Demmerda ibi steti…

Capita che a volte ti tornino in mente ricordi che di tanto in tanto riaccarezzi, e poi li lasci riassopire sotto gli strati geologici del vissuto. Sarebbe capitato a me, oggi, di ricordare una cosa in questo modo, solo che ho voluto approfondire.

stemma_certamen

M’è tornata alla mente una bella esperienza di fine liceo classico, che passa sotto il nome di Certamen Ciceronianum Arpinas. Si tratta, sostanzialmente, di una gara per giovani fighetti latinisti nerd di Cicerone, che devono tradurre e commentare un brano dell’Arpinate. Ne resteran soltanto dieci, più eventuali benemeriti. Mi sa che si vincono dei soldi, e una targa da esibire che mostra quanto sei padrone di declinazioni e perifrastiche e soprattutto quanto sei bravo a non confendere il sostantivo neutro “bellum, -i” con l’aggettivo di I classe (più raro) “bellus, -a, -um”. Ma soprattutto ti restano i ricordi.

Insieme con un mio compagno di classe (in effetti eravamo bravini, all’epoca), un certo Marco Proia, fummo scelti per partecipare a questo prestigioso evento.

Indubbiamente eravamo bravini, sì, ma di certo non a sufficienza da poter sperare di beccare anche solo uno straccetto di benemerenza; la nostra scuola dell’epoca, però, per tradizione mandava due dei suoi migliori studenti dell’ultimo anno e allora, tiè, ci andiamo.

Sono stati un pugno di giorni (tre o quattro, non ricordo bene) molto belli. La cosa non consisteva solo nella gara in sé, ma c’erano momenti di allegra convivialità intorno a tavole imbandite con menù fissi nei ristoranti di Arpino, gitarelle alla scoperta dello stesso comune, un’escursione a Montecassino con ricevimento da parte dell’Abate, una serata di festa alle Terme di Fiuggi.

È difficile sistematizzare bene i ricordi e inoltre, prima che provi a farlo, c’è da dire quello che ho scoperto oggi: scartabellando nel sito del Certamen, e cioè questo, andando alla pagina dei partecipanti dell’edizione che avrebbe dovuto includermi, ho visto che né il mio nome né quello dell’amico Proia compaiono affatto.

Ora, io ci sono stato, e ne ho le prove. Questa, per esempio, è la scansione della maglietta che mi sono giustamente guadagnato eseguendo una prova meno che mediocre e soprattutto urlando “Una a me! Una a me!” al tizio che distribuiva le t-shirt, prima che finissero.

Ho anche una copia inscansionabile e polverosa del manifesto-promozionale contenente un testo in latino, intitolato “De aquarum paenuria”.

Quindi, nel vedere il mio nome omesso, anche se lo so che è una sciocchezza, ci sono rimasto come da titolo.

È come se m’avessero scalfito i ricordi, impedendo loro di andare a riposare di nuovo per via del graffio, tutto brucioso…

Non si merita tutto ciò, ad esempio, la memoria dell’attacco improvviso (e bastardamente puntuale: il giorno della partenza) di quel malessere che si combatte con l’imodium. O meglio, che si prova a combattere, viste le pene dell’inferno che ho subito al momento della prova di latino: mi siedo, armato del mio dizionario (inutile, visto che non sono stato capace di usarlo, scambiando bellum per bellus) e subito qualcosa mi attanaglia da dentro. “Oh no, oh no… Mi scusi potrei andare liddove si va quando hai quella cosa che si combatte con l’imodium? La prego, non mi faccia esplicitare il fatto che sto sudando freddo per i crampi…”. L’impassibile professoressa arpinate, di rimando “No, guardi, non può, a meno che non rinunci alla prova. In caso contrario deve aspettare che passino almeno due ore e mezza delle quattro che ha a disposizione”.

“Va bene, ok, grazie. Tieni duro. Non badare a nient’altro che alla versione. Tanto pure se la fai bene che cavolo ci commenti dopo?  Non sai un cavolo… Va beh, va beh. NONONONONONONONONONONO! MOLLA TUTTO RINUNCIA TANTO NON VINCI! Ah, no vabbè, adesso va meglio… Ho detto bada solo alla versione, lascia perdere di impicciarti di quel tizio vagamente effeminato (VAGAMENTE?!) alla tua destra, che ha 302 dizionari e l’aria da ‘tanto vinco io!’. OCCAZZO NON LO DOVEVO MANGIARE IL CORNETTO OFFERTO DALLA SCUOLA OCCAZZOCAZZOCAZZO! O GIOIA! HO FINITO E SONO PASSATE LE DUOREMMEZZA! OH NO NONCISONOLESRRATUREODDIODDIO! VIA CERCA UN BAR! TROVATO! OH, FINALMENTE! ACQUA ADESSO, HO TANTA SETE!”

Riuscito alla luce del sole, ecco che incontro una troupe di Mattina in famiglia di Raidue che cerca studenti del Certamen per registrare siparietti.

Avrei potuto tirarmi indietro, io? Ma certo che no! E in men che non si dica, mi ritrovo a cantare una Yesterday prontamente tradotta dal preside del Liceo Tulliano. Davanti le telecamere, e una settimana dopo sugli schermi della Rai, il sottoscritto, con la sua faccia da cavolo e il suo maglioncino biancopanna, si è mostrato canticchiando

Heri

omnia incommoda mea

longe aberant…

Che ovviamente sta per “Yesterday, all my troubles seem so far away…”.

E questa è un’altra prova!

Potrei citare i nomi di alcune ragazze che ho conosciuto (e che molto probabilmente avranno fatto di tutto per dimenticarsi di me): Emanuela Cocco, Fabiola La Marra, Federica Lupo, se mai incapperete in questo post, lasciate un commento per testimoniare la mia presenza alla XXII edizione del Certamen, vi prego! Proprio tu, Emanuela, con cui mi domandavo come cacchio avesse fatto Fabiola ad azzeccare la traduzione giusta di “venit in mentem bellum esse aliquo exire” e come avessimo fatto noi a cannarla in quel modo! Proprio tu, Federica, con cui sfigheggiavo citando De Martino che allora a stento sapevo chi fosse e facendo battute penose, testimonia che ci conoscemmo al ristorante Il Ciclope di Arpino!

Non lasciate che il tempo passi, e che tra dieci, vent’anni la gente mi derida, e pensi di me che sia un contaballe, non trovando traccia del mio nome in quella lista. Ma se volete, lasciate pure che deridano Marco Proia, che tanto a lui gli sta sempre bene.

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2 commenti»

  Emanuela wrote @

ciaooo!! non ci crederai, ma sono incappata nel tuo post… posso essere la tua testimone?! come stai? spero tutto bene… ma ho una domanda per te: tu chi sei?? aiutami a ricordare!!!! un caro saluto e spero di sentirti presto! Emanuela

  Il Diaulo wrote @

Chi c’è chi? Oh! C’è nisciù chi drento? Se po’ buccà?


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