Rollo Tommasi

The guy who gets away with it

Tutti in fumo e niente arrosto.

Oggi pomeriggio apro l’homepage di corriere.it e mi trovo come articolo in super-evidenza

In Irlanda contaminata dalla diossina anche la carne dei bovini

Scendo più giù e mi fa l’occhiolino un altro titolo:



La Fao: il mondo ha sempre più fame
I senza cibo sono 963 milioni

Aspe’, aspè: non solo qui qualcosa non torna, ma la questione mi offre mooolti spunti di sproloquio brontoloso.

cow2

Ora, già il fatto che stupidi uomini che ancora non hanno capito che se nutri gli animali con schifezze, questi poi ti stanno male, non imparino, ma restino degli imbecilli totali, già questo fatto – dicevo – è ripugnante (per me che sono uomo anch’io). Il fatto che questo pensiero mi faccia scrivere usando un periodare altrettanto ripugnante, è cosa rimarchevole.

La cosa che più mi dà rabbia e dolore, però, non è tanto quella (oddìo, forse il periodare…). La cosa che mi fa star male è che verranno uccisi un sacco di maiali e un sacco di mucche (“100.000 capi”! “mandrie da abbattere”!” per un motivo ancora più sciocco che l’essere mangiati da esseri umani: moriranno ammazzati perché hanno mangiato mangimi alla diossina che gli allevatori stessi gli hanno dato! Saranno sprecati. Per parafrasare quel tale: “L’allevatore dà, l’allevatore toglie”. Concluderei io la battuta, ma sarei eccessivamente volgare e dissacratore…

Da un lato si indulge in pratiche così sapientemente descritte in canto e musica da un talentuoso artista un po’ terrone, dall’altro un miliardo di persone muore o quasi di fame.

Da un lato un’infinità di esseri senzienti vengono riprodotti e tenuti in condizioni orribili, uccisi perché resi velenosi e bruciati per essere smaltiti in quanto inutilizzabili, dall’altro, beh, ci avessero qualcosa di decente da smaltire…

Per essere sintetici: un chilo di carne corrisponde a quindici (circa) chili di cereali e 100.000 litri d’acqua.

Per dilungarsi un po’, invece, si può leggere qui.

Semplicemente, tutto ciò non è giusto. Dovremmo sentirci colpevoli per quella duplice ecatombe irlandese, e invece ci si raccomanda di evitare cotechini e zampone per Natale.

Ma andate a cagare.

Piccolo aggiornamento: domani, 11.XII.08, verranno uccise 1600 pecore pugliesi. Motivo: la solita contaminazione da diossina. Leggi qui.

mataderos.infowww.mataderos.info

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1 commento»

  rollotommasi wrote @

Ho preso l’immagine da qui: http://dejongdays.blogspot.com/2007/06/good-times-on-farm.html

È il blog di un qualche girovago californiano, se mal non ho inteso, ed èun post che contiene immagini piuttosto crude della macellazione di una mucca incinta, con tanto di vitellino quasi nato mostrato estratto dal cadavere.

La cosa che mi preme sottolineare è che il post si conclude, dopo la foto del cadavere del vitellino, con queste parole:
The cow was 7 months pregnant, but unable to stand so killing it was the most humane thing to do. Unfortunately here is the dead cow baby. Have a great week and enjoy the wonderful pics and reading opportunities that this blog provides.
Si può tradurre più o meno così: “La mucca era al settimo mese di gravidanza [le mucche partoriscono un poco più tardi rispetto agli umani n.d.T.], ma non riusciva a reggersi in piedi e dunque ucciderla era la cosa più umana da fare. Sfortunatamente qui c’è il cucciolo di mucca morto. Buona settimana e godetevi le foto meravigliose [meravigliose?!] e le opportunità di letture che questo blog fornisce”.
Ora, ci può anche stare la soppressione di una mucca che non riesce a reggersi in piedi ed è incinta (dico “ci può” perché bisogna vedere perché era così. Ipersfruttamento da latte, forse?]; ma definire “cosa più umana da fare” l’ucciderla appendendola a una catena e sgozzandola fino al sopraggiungimento della morte è un abominio del buon senso. È avere i praocchi o i paraneuroni.
Del resto, neanche l’invito alla lettura e al godimento delle foto dopo “Sfortunatamente qui c’è il cucciolo di mucca morto” merita il premio per The Best Compassionate Way Of Thinking Of The Year…

Beh, mi pare che questa sia la mentalità comune, assuefatta, abituata, cieca e sorda quanto volete, la mentalità che è stata anche mia. Mi può star bene, posso capire, ma solo fino a quando ci si ostina a tenere gli occhi chiusi in eterno, solo per il piacere del salame e della sicurezza delle proprie abitudini irriflesse.


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