Rollo Tommasi

The guy who gets away with it

Archivio per dicembre, 2008

Demmerda ibi steti…

Capita che a volte ti tornino in mente ricordi che di tanto in tanto riaccarezzi, e poi li lasci riassopire sotto gli strati geologici del vissuto. Sarebbe capitato a me, oggi, di ricordare una cosa in questo modo, solo che ho voluto approfondire.

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M’è tornata alla mente una bella esperienza di fine liceo classico, che passa sotto il nome di Certamen Ciceronianum Arpinas. Si tratta, sostanzialmente, di una gara per giovani fighetti latinisti nerd di Cicerone, che devono Leggi il seguito di questo post »

I filmi di Rollo: “Le Prince du Pacifique”

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Le Prince du Pacifique è sicuramente il film che fa per voi se:

  • vi piace la haka degli All Blacks;
  • vi piacciono i filmetti che per quanto siano -etti comunque quel coinvolgimento e quel groppettino in gola ve li lasciano;
  • vi piace quel tipo di comicità tutta francese che, anche nei film più seri, fa capolino con battute, situazioni o espressioni buffe e che, per quanto ridicola, strappa lo stesso una risata.

Il Principe del Pacifico non è un capolavoro, no di certo. Tuttavia mi ha piacevolmente intrattenuto per un’ora e mezza. Pregi: è scorrevole; la storia è interessante e ti lascia il gusto di vedere come va a finire anche quando bene o male ti aspetti determinati sviluppi; le ambientazioni sono luminose e a tratti suggestive, fornendo quel senso di “aria aperta” che cerchi quando Cube è senza dubbio il film che proprio non vuoi vedere. Difetti: a volte, sia nella resa filmica che nell’intreccio, risulta un po’ ingenuo; la storia in fin dei conti – e solo se si hanno pretese eccessive – può risultare “stretta”, incapace di continuare a proliferare nell’immaginario personale (una volta finita, è finita) e lascia di quando in quando un po’ l’impressione di assistere all’allestimento  di un teatrino di posa, piuttosto che ad una storia ambientata in un’isola polinesiana alla fine del 1918.

In sintesi la storia: Leggi il seguito di questo post »

Un giorno di pioggia, un’antropologa…

A Roma, usciti dalla fermata di metro Barberini e imboccata Via del Tritone, si incontra un sottopassaggio pedonale che ospita una libreria. Questo insieme di scaffali pieni di libri di tutti i tipi si chiama Libreria Underground ed è, come da volantino, “l’unica libreria a prezzi di stock”. Se prendete in mano un volume e lo girate, oltre a impolverarvi le mani, troverete incollato un bollino che – a seconda del colore – significa: 1 euro (giallo), 3 euro (arancione) e 5 euro (verde). Come già si può capire dal post precedente, mi ci sono buttato con giuoia.

Il bottino, non male, è consistito in tre volumetti della Meltemi, collana Gli Argonauti. Tale collana è specializzata in Antropologia ed essendo io un mezzo antropologo malriuscito non potevo non fiondarmi su quei tre bollini arancioni.

Uno di questi è stato Trapianti sesso angosce di Laura Bonato, che dieci anni fa (la data di edizione del libro) era “ricercatrice di antropologia presso il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali dell’Università di Torino”. Adesso, francamente, non saprei.

Copertina di <i>Trapianti sesso angosce</i> di Laura Bonato

Copertina di Trapianti sesso angosce di Laura Bonato

Il sottotitolo del libro, come da copertina è Leggende metropolitane in Italia. Il tema, dunque, si intuisce facilmente: avete presente Leggi il seguito di questo post »

I filmi di Rollo: “Double whammy”.

Sono un assatanato di mercatini, soprattutto quelli che propinano libri e film (usati o nuovi) a prezzi stracciati. Se non sono mercatini, non disdegno qualunque altra forma di vendita economica (in pratica l’usato) dei suddetti beni di consumo. Nessuna forma eccetto la ricettazione, ovviamente… 😀

A volte mi capitano delle vere botte di fortuna. È stato il caso di un multiacquisto di usato da Blockbuster, che includeva anche Double Whammy.

Double whammy (2001)

double whammy (2001)

Questa “doppia sfortuna” è un film credo indipendente scritto e girato da un certo Tom DiCillo, regista mai sentito prima. Nel comprarlo mi sono fidato – rischiando- delle note del dvd e della presenza di Steve Buscemi.

In realtà, sono rimasto piacevolmente colpito.

Non è un filmone, intendiamoci, ma una piccola chicca sì. Ha tutti gli ingredienti giusti per l’intrattenimento: Leggi il seguito di questo post »

Tutti in fumo e niente arrosto.

Oggi pomeriggio apro l’homepage di corriere.it e mi trovo come articolo in super-evidenza

In Irlanda contaminata dalla diossina anche la carne dei bovini

Scendo più giù e mi fa l’occhiolino un altro titolo:



La Fao: il mondo ha sempre più fame
I senza cibo sono 963 milioni

Aspe’, aspè: non solo qui qualcosa non torna, ma la questione mi offre mooolti spunti di sproloquio brontoloso.

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Ora, già il fatto che stupidi uomini che ancora non hanno capito che se nutri gli animali con schifezze, questi poi ti stanno male, non imparino, ma restino degli imbecilli totali, già questo fatto – dicevo – è ripugnante (per me che sono uomo anch’io). Il fatto che questo pensiero mi faccia scrivere usando un periodare altrettanto ripugnante, è cosa rimarchevole.

La cosa che più mi dà rabbia e dolore, però, non è tanto quella (oddìo, forse il periodare…). La cosa che mi fa star male è che verranno uccisi un sacco di maiali e un sacco di mucche (“100.000 capi”! “mandrie da abbattere”!” per un motivo ancora più sciocco che l’essere mangiati da esseri umani: moriranno ammazzati perché hanno mangiato mangimi alla diossina che gli allevatori stessi gli hanno dato! Saranno sprecati. Per parafrasare quel tale: “L’allevatore dà, l’allevatore toglie”. Concluderei io la battuta, ma sarei eccessivamente volgare e dissacratore…

Da un lato si indulge in pratiche così sapientemente descritte in canto e musica da un talentuoso artista un po’ terrone, dall’altro un miliardo di persone muore o quasi di fame.

Da un lato un’infinità di esseri senzienti vengono riprodotti e tenuti in condizioni orribili, uccisi perché resi velenosi e bruciati per essere smaltiti in quanto inutilizzabili, dall’altro, beh, ci avessero qualcosa di decente da smaltire…

Per essere sintetici: un chilo di carne corrisponde a quindici (circa) chili di cereali e 100.000 litri d’acqua.

Per dilungarsi un po’, invece, si può leggere qui.

Semplicemente, tutto ciò non è giusto. Dovremmo sentirci colpevoli per quella duplice ecatombe irlandese, e invece ci si raccomanda di evitare cotechini e zampone per Natale.

Ma andate a cagare.

Piccolo aggiornamento: domani, 11.XII.08, verranno uccise 1600 pecore pugliesi. Motivo: la solita contaminazione da diossina. Leggi qui.

mataderos.infowww.mataderos.info

Geometrie…

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L’amica, quella del viola, dice di conoscere solo due persone che, dopo essere diventate vegetariane, sono ingrassate.

Io sono una di quelle.

Effettivamente, se sono così tondo ci dev’essere qualcosa che non quadra.

Repetita iuvant.

Più e più volte mi ha chiesto, l’amico, di farmi un profilo su féisbuc.
Tiè, allora: ecco il profilo!